Storia della chiesa dei pellegrini e del convento di Freystadt
La storia di questo luogo di pellegrinaggio risale al 1644, quando due semplici ragazzini di origine contadina costruirono una piccola cappella in argilla ponendovi l'immagine della Madonna. Nella speranza di ricevere una ricompensa e delle offerte in denaro, vi sistemarono anche un salvadanaio. Quando si raccolsero effettivamente un po' di soldi, iniziarono la costruzione di una cappella più grande, a cui diedero il nome di "Maria hilf" - "Maria, aiuta". Questo accadeva al tempo della guerra dei trent'anni, che ebbe luogo in Germania tra le forze cattoliche e quelle protestanti. La gente, colpita dalla tempesta della guerra, cercava aiuto e conforto proprio nella Madonna. Quindi il posto diventava sempre più conosciuto e sempre più gente vi si recava con le sue ansie e i suoi problemi. I due ragazzi, incitati dal numero di pellegrini sempre maggiore e dalle cospicue offerte in denaro che ne derivavano, insieme con i loro amici diedero inizio alla costruzione di una cappella più grande in pietra. Siccome non avevano ancora il permesso ufficiale per costruire la cappella e, inoltre, i lavori si svolgevano anche la domenica e nei giorni festivi, il parroco locale ne vietò la costruzione. La cappella non terminata andò in rovina (tra l'altro a causa della guerra dei trent'anni in atto).
Circa 20 anni dopo, su ordine dell’allora sindaco di Freystadt, Hans Friedrich Kreichwich, al posto della vecchia cappella venne costruita una nuova chiesa. Venne consacrata nel 1670 dal vescovo ausiliare di Eichstätt, Ludwik Benz. Per la chiesa un anonimo massaio fece l’immagine della Madonna con Gesù Bambino che si trova nella chiesa fino ad oggi. A quel periodo risalgono anche dei racconti sugli eventi miracolosi e sulle guarigioni compiute lì. Il racconto più conosciuto parla di una predica fatta dal guardiano del convento sulla Madonna come "Stella del Mare", quando si vide nel cielo una stella visibile fino alla fine della predica. Questo fatto venne confermato sotto giuramento dai testimoni dell'evento. Tali testimonianze confermano anche i racconti che dicono che di notte si sentivano in chiesa delle scampanate e dei canti; le testimonianze dei pellegrini parlano anche di luci risplendenti nella chiesa di notte e di guarigioni. Tutte quelle circostanze, insieme ai fattori politici, contribuirono al fatto che venisse a visitare questo posto un numero sempre maggiore dei pellegrini i quali contribuirono a rendere sempre più conosciuto il luogo.
Fattori politici - la vittoria di Vienna
Parlando dei fattori politici che in un certo modo furono legati al culto della Madonna del Soccorso di Freystadt, bisogna accennare alla vittoria delle forze alleate cristiane a Vienna (1683). A questa battaglia, in cui l’esercito cristiano era comandato dal re polacco Giovanni III Sobieski, l'esercito bavarese andò con il nome della Madonna Aiuto dei Cristiani scritto sugli stendardi ("Maria Hilf"). Per questo, la vincita delle forze cristiane fu attribuita all'intercessione della Madonna e a quell'epoca in tutta la Baviera vennero costruite molte chiese e cappelle dedicate alla Madonna Aiuto dei Cristiani ("Maria Hilf") come ringraziamento. Una di queste chiese è anche la chiesa dei pellegrini "Maria Hilf" di Freystadt.
La costruzione e la decorazione dell’attuale chiesa dei pellegrini

A causa del numero dei pellegrini sempre in aumento, la chiesa in pietra, consacrata nel 1670, risultò troppo piccola. I progetti per ampliarla non poterono essere realizzati a causa delle fondamenta della chiesa che poggiavano su un terreno paludoso. In questa situazione il barone Ferdinando Lorenz Graf von Tilly, alle cui tenute apparteneva Freystadt, decise di costruire in questo posto un nuovo splendido santuario. Come architetto fu assunto un famoso artista italiano, Giovanni Antonio Viscardi. Il 28 agosto 1700 fu posta la prima pietra per la costruzione della chiesa. Come materiale da costruzione venne usata la pietra del convento e della chiesa francescana distrutti nel 1555 sul vicino colle di Möningerberg. Nel 1708 venne firmato il contratto con Giorgio Asam e i suoi figli Cosma Damian ed Egidio Quirinio per dipingere gli affreschi che ancor oggi decorano questo santuario barocco. Dal numero totale di 50 affreschi dipinti da Asam e dai suoi figli, se ne sono salvati 33. A causa dei danni, la maggior parte di essi fu dipinta ancora una volta negli anni 1877 - 79 da Giorgio Lang di Deining. Come stuccatore fu assunto un altro artista italiano, Pietro Francesco Appiani. Il suo capolavoro è un bel pulpito decorato riccamente con lo stucco, su cui domina un pellicano - simbolo dell'amore sacrificale di Cristo. Appiani incorniciò anche gli affreschi, realizzò splendidi stucchi, soprattutto in forme vegetali (di acanto, di foglie di quercia e di palma, di gigli e di rose), ma anche in forma figurativa (cariatidi e putti); tra loro notiamo anche vasi di frutta, conchiglie e cartigli; particolarmente interessanti sono anche le ghirlande, i fiori e le arcate. Il 3 settembre 1710 il vescovo coadiutore Johann Adam Nieberlein di Eichstätt consacrò il santuario decorato così splendidamente in presenza di migliaia di fedeli che stavano ammirando la bellezza della nuova chiesa barocca "italiana".
La costruzione del convento e l'attività dei francescani a Freystadt
Dal 1681 i custodi di questo luogo santo sono i Francescani - Frati Minori. I primi tre frati francescani, salutati con solennità dagli abitanti di Freystadt, arrivarono di Dietfurt il 21 novembre dello stesso anno. Si stabilirono nella casa appena costruita per il sacrestano e il loro compito principale all'inizio era quello di confessare (per questo la casa in cui abitavano a quel tempo fu chiamata "Casa della confessione" - "Beichthaus"). L’attuale convento fu costruito negli anni 1711 – 1715, secondo il progetto dell'architetto Filip Plank, un frate. Il convento venne costruito quasi esclusivamente con le offerte volontarie dei fedeli. Dopo la costruzione del convento "l'ospizio" fino ad allora esistente fu elevato alla dignità di "convento" che constava a quell'epoca di 10 padri e tre frati. Uno dei padri, con il titolo di "Stadtoperarius", su richiesta del parroco di Freystadt, svolse le funzioni di vicario parrocchiale. Il compito principale dei frati erano quello di servire i pellegrini, cioè ascoltare le confessioni, dire le prediche, celebrare la santa messa per loro. Al santuario della Madonna del Soccorso arrivarono in quel tempo, nell'ambito dei pellegrinaggi femminili, cinque, seimila - o forse più - pellegrini. I frati facevano anche molte sostituzioni in parrocchie circostanti.
Chiusura del convento
Il periodo di splendore del convento nel XVIII secolo fu improvvisamente interrotto a causa della chiusura del convento nel 1803, durante le guerre napoleoniche. All'inizio, il convento di Freystadt divenne luogo di raduno per i frati scacciati dagli altri conventi. Di conseguenza, nella seconda metà di agosto del 1803, si trovavano nel convento 22 padri e 8 frati. Comunque, il 29 agosto 1803 fu dato l'ordine della chiusura totale del convento. I beni mobili del convento, la fabbrica di birra e lo stesso convento furono venduti all'asta. Anche la stessa chiesa dei pellegrini fu considerata in quel periodo inutile e dovette essere demolita. Grazie agli sforzi del barone Nicolò von Griesenbeck, che trovò nella chiesa la pietra sepolcrale di suo zio Giovanni Balthasar von Griesenbeck, la chiesa "Maria Hilf" fu salvata dalla demolizione. Dopo più di 30 anni d’assenza, nel 1836 i francescani ritornarono a Freystadt. Contribuirono a ciò gli sforzi dei rappresentanti del consiglio comunale, che ottennero il permesso per il ritorno a Freystadt dei francescani durante l'udienza con il re Ludovico I. Da quel momento i francescani della provincia bavarese hanno lavorato ininterrottamente a Freystadt fino al 1999, anno in cui il servizio pastorale nel convento e nelle parrocchie di Freystadt, Thannhausen e Sondersfeld, è stato preso dai francescani della provincia di Katowice.









